Pensieri

“Se vuoi convertire i tuoi sogni in realtà, dovrai imparare a conoscere te stesso. Quanto più ti conoscerai, tanto più ti avvicinerai a ciò che desideri ottenere. Quanto più ti conoscerai, più ti amerai. E solo nel momento in cui ti amerai davvero, potrai condividere il tuo amore con gli altri.” Hernán Huarache Mamani 

Sapete qual’é il significato dell’espressione giapponese mono no aware? La filosofia che si cela dietro queste parole, 物の哀れ “il pathos delle cose”, unisce  incanto e disincanto; è uno sguardo calmo sulla fine e sull’oblio oltre il velo della bellezza e del sentimento. È un concetto estetico che esprime una forte partecipazione emotiva alla bellezza della natura e della vita umana con un conseguente sentimento nostalgico, legato al loro incessante cambiamento. Implica empatia verso le cose, cogliere la bellezza nella fragilità e nell’imperfezione dell’esistenza. La comprensione e l’interiorizzazione di questo concetto aiutano ad accogliere l’impermanenza e la bellezza della vita. Quando ricordiamo, con nostalgia, un momento felice che non si ripresenterà più, il ricordo di una persona cara defunta, un trasferimento, un cambiamento interiore, rievocano sentimenti di caducità. Ci rendiamo così conto di quanto sia effimera l’esistenza, di quanto l’impermanenza sia inevitabile. Ma è proprio questo che permette di sperimentare emozioni intense. Comprendere e accettare tutto questo aiuta ad apprezzare ancor di più la bellezza e le emozioni che la vita ci regala.

“Di tutto restano tre cose: la certezza che stiamo sempre iniziando,la certezza che abbiamo bisogno di continuare, la certezza che saremo interrotti prima di finire. Pertanto, dobbiamo fare: dell’interruzione, un nuovo cammino,della caduta un passo di danza,della paura una scala,del sogno un ponte,del bisogno un incontro .” Fernando Sabino

“Nella profondità dell’inverno, ho imparato alla fine che dentro di me c’è un’estate invincibile.”  Albert Camus

“Smarrito nel labirinto, Arione impara dolorosamente a trovare, tra le mille strade che a ogni passo gli si aprono dinanzi, l’unica che è la sua. La paralisi lentamente si scioglie quando comprende che la soluzione non sta nel fuggire dal labirinto, ma nell’imparare a percorrerlo.” Aldo Carotenuto, il Labirinto Verticale

“Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere.” William Shakespeare

“Tutto ciò che vuoi è dall’altra parte della paura.” Jack Canfield

“Mi sento più felice semplicemente per il fatto di essere me stesso e di lasciare che gli altri siano loro stessi”. Carl Rogers.

“Non puoi controllare il vento, ma puoi orientare le vele della tua barca.” Proverbio cinese

“La paura è una forma d’energia. È come l’amore, come l’odio, come l’ira: è semplicemente energia volta in una determinata direzione. Sfida la paura e modificherai la sua direzione.” Hernán Huarache Mamani 

“Non possiamo cambiare neppure una virgola del nostro passato, né cancellare i danni che ci furono inflitti nell’infanzia. Possiamo però cambiare noi stessi, “riparare i guasti”, riacquisire la nostra integrità perduta. Possiamo far questo nel momento in cui decidiamo di osservare più da vicino le conoscenze che riguardano gli eventi passati e che sono memorizzate nel nostro corpo, per accostarle alla nostra coscienza. Si tratta indubbiamente di una strada impervia, ma è l’unica che ci dia la possibilità di abbandonare infine la prigione invisibile – e tuttavia così crudele – dell’infanzia e di trasformarci, da vittime inconsapevoli del passato, in individui responsabili che conoscono la propria storia e hanno imparato a convivere con essa.” Alice Miller

“Possiamo riconoscere che c’è un fiume più grande di noi, ma non rinunciare a governare la nostra canoa, imparando ad adattarci, momento per momento, alle circostanze che incontriamo.”

“Nessuno può tornare indietro e ricominciare da capo, ma chiunque può andare avanti e decidere il finale”. Karl Barth

Spesso accade che ferite molto antiche che credevamo rimarginate, riemergano all’improvviso, bloccandoci e paralizzandoci, impedendoci di vivere la vita serenamente. Accade anche che si verifichino eventi estremamente dolorosi, ai quali non eravamo preparati, come una morte, una malattia, un abbandono, la fine di un lavoro o di una relazione, le restrizioni sociali date dalla pandemia, che hanno fatto sprofondare le persone nella solitudine. Talvolta questo profondo malessere psichico, può diventare anche fisico. Ciò contribuisce a mandare in pezzi gli equilibri fragili della nostra esistenza, lasciandoci soli e inermi difronte a queste macerie, a questo dolore che ci logora, senza sapere cosa fare per poterne uscire fuori. Si può rimanere fermi e rassegnarsi a quanto avvenuto, oppure ci si può rivolgere ad un professionista. Io vi accompagnerò nella ricostruzione della vostra esistenza e insieme capiremo da dove iniziare.

“La vita umana, la vita in sè è Poesia. Noi la viviamo ignari, giorno dopo giorno, un poco alla volta – e intanto, nella sua sconfinata vastità, essa vive di noi, compone con noi la sua poesia. ” Lou Salomé

“… noi abbiamo solo il nostro sé con cui vivere e affrontare il mondo. Se non riusciamo a essere noi stessi certamente non possiamo appropriarci di un altro sé, per quanto possiamo desiderarlo. Ogni sé è diverso da tutti gli altri, è unico e la salute mentale dipende dall’accettazione di questa unicità.” Rollo May

“Posso sentire il suo sguardo fisso sulla parte posteriore della mia testa prima di vederla. Mi fissa, gli occhi pieni di curiosità e confusione. Sento che qualcosa non è giusto. Non è solo la calvizie o la pelle olivastra o i vestiti rigonfi. Una nuvola di morte mi sta seguendo. Le cellule tumorali che i miei medici credevano fossero scomparse sono tornate come una vendetta all’anca sinistra e al femore. Il mio oncologo mi ha detto che ho un anno di vita, con o senza il nuovo regime chemioterapico. Non vedevo l’ora di compiere 30 anni. Suppongo che dovrò intensificare i miei flirt. Non ho tempo da perdere. È divertente, non è vero? Quando pensiamo di avere tutto il tempo del mondo in cui vivere e fare le cose, ci dimentichiamo di vivere a pieno tutte le nostre esperienze. Quando però quella possibilità ci viene strappata via, è lì che allora ci sforziamo di provare tutto. Voglio prenotare nei migliori ristoranti del mondo, voglio stare con le persone che amo e dare loro tutto il tempo che prima, egoisticamente, non ho mai dato. Nel mio portafoglio ho un tovagliolo accartocciato con una lista di nomi scarabocchiati sopra. Sono persone con cui devo fare ammenda prima di morire. Devo imparare come chiedere perdono senza aspettarmi di riceverlo. È probabilmente la cosa più spaventosa che abbia mai dovuto fare, e ho vissuto alcuni momenti che mi hanno seriamente terrorizzata”. Fatima Alí, 1989-2019